Gli allevatori dei ‘Fribi’, aka i Freiberger o se preferite Franches-Montagnes, sono sugli scudi. Secondo quanto scritto in una nota pubblicata dalla stampa elvetica, la Swiss Freiberger Association (SFV) avrebbe sottolineato come, in un periodo relativamente breve, la politica rossocrociata abbia varato una serie di norme tutte a detrimento degli allevatori dell’unica razza equina svizzera. Nonché parte della cultura e dell’identità nazionale.
L’occasione per elevare le proprie proteste è arrivata per gli allevatori in occasione del Marché-Concours di Saignelégier, l’evento annuale che raccoglie cavalli e allevatori provenienti da tutto il paese insieme a un pubblico internazionale che cresce di anno in anno.
“L’allevamento dei Freiberg sta attraversando una fase cruciale – si legge nella nota dell’Associazione – e ora più che mai richiede un forte impegno da parte della politica”.
Tra le misure che stanno soffocando questa tipicità elvetica ci sarebbe il taglio di budget all’associazione allevatoriale, il declino del supporto alla promozione del Freiberger e la fine delle ricerche al Swiss National Stud.
Secondo l’Associazione, “il Freiberger è un gioiello del patrimonio tradizionale svizzero, un pezzo dell’identità nazionale e un volano economico per molte zone rurali. Un simbolo riconosciuto ben oltre i confini rossocrociati”.
In estrema sintesi, tutto il mondo è paese. E anche gli allevatori svizzeri – fieri figli di una nazione piccola ma molto identitaria – soffrono di molte delle problematiche dei colleghi italiani.






















